Cap. IV Dal Monte Kenya al Lago Vittoria
Stanchi,
pieni di polvere, affamati e in netto ritardo sulla tabella di marcia,
arrivammo alla stazione di benzina di Nyaharuru, dove pranzammo all’ attiguo ristorante. Tutta roba cotta, perché
quel postaccio dai muri scrostati e dall’ igiene sommaria, con un nome tanto
sfizioso (“Ajabu hotelj“ , che in swahili significa “ristorante meraviglia”, ma
evidentemente dipende dai termini di paragone), evocava comprensibili
preoccupazioni igienico-sanitarie.
Andrea Moiraghi

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