Cap. V Kahawa, caffè amaro
Cominciò
col dire che ero la persona più adatta per lavorare in quel luogo per il fatto
che ero già stato in Africa, mi lusingò dicendomi che data la mia anzianità
professionale me la sarei cavata di fronte ad ogni difficoltà e comunque si
doveva riservare compiti meno gravosi a colleghi con minore esperienza; quanto
a lui, doveva obbligatoriamente recarsi ad Isiolo, al nord, per verificare
l’operatività dello studio presente in quella diocesi. Non fece mancare la
ciliegina sulla torta quando propose a Velia Zaffino, assistente alla poltrona,
che non aveva mai messo piede in Africa, di affiancarmi come assistente in quel
luogo.
Andrea Moiraghi

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