venerdì 10 giugno 2016

Pole Pole 122

Cap. V    Kahawa, caffè amaro


Conrad, Borges, De quincey, Céline…fanno parte della cerchia di autori che continuamente rileggo. Vorrei possedere l’efficacia narrativa di Conrad, o la profonda e delicata eleganza di Borges, la prosa fluente di DeQuincey, o la rude e scorbutica dialettica di Céline e forse riuscirei a scrivere di Kahawa e di Soweto in modo da giungere al cuore di chi leggerà queste righe. Mi si perdoni la presunzione di questo timido tentativo e da subito mi appello all’indulgenza del lettore se quanto seguirà potrà assomigliare ad altre descrizioni sicuramente scritte meglio.

Andrea Moiraghi

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