Cap. V Kahawa, caffè amaro
Dei
venticinquemila abitanti di Kahawa, solo una esigua minoranza trova ricovero in
questi edifici ai piedi dei quali si srotola un’ininterrotta fila di baracche
di legno e lamiera, che costeggiano le vie principali, dentro le quali si
svolgono i traffici più disparati e non sempre puliti. Negozietti dove si può
trovare di tutto un po’, bar che servono birra e distillati artigianali ricchi
di metanolo che lentamente ed inesorabilmente avvelenano l’avventore. In questi
stessi bar prospera la prostituzione e l’Aids trova terreno fertile. In altre baracche
qualcuno si ingegna in varie attività: riparare biciclette, tagliare capelli,
cucire vestiti, che permettono a malapena di sbarcare il lunario.
Andrea Moiraghi

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