venerdì 8 luglio 2016

Pole Pole 126

                    Cap. V    Kahawa, caffè amaro


           Dei venticinquemila abitanti di Kahawa, solo una esigua minoranza trova ricovero in questi edifici ai piedi dei quali si srotola un’ininterrotta fila di baracche di legno e lamiera, che costeggiano le vie principali, dentro le quali si svolgono i traffici più disparati e non sempre puliti. Negozietti dove si può trovare di tutto un po’, bar che servono birra e distillati artigianali ricchi di metanolo che lentamente ed inesorabilmente avvelenano l’avventore. In questi stessi bar prospera la prostituzione e l’Aids  trova terreno fertile. In altre baracche qualcuno si ingegna in varie attività: riparare biciclette, tagliare capelli, cucire vestiti, che permettono a malapena di sbarcare il lunario.


Andrea Moiraghi

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