Cap. VIII Wamba, tra i Samburu
Chi era in grado di farla scendere con il suo
peso di un quintale? Mia moglie e mia figlia non mi potevano certo essere di
grande aiuto.
Dopo
un primo momento di panico, decidemmo di ritornare a Meru, dove avevo appena
visto una sorta di bar ancora aperto, che avrebbe fatto al caso nostro. Qui
fummo circondati da una dozzina di uomini, dall’ aspetto ben poco rassicurante
e confesso di aver avuto abbastanza paura, ma in dieci minuti la ruota fu
sostituita. A fine lavoro, i nostri aiutanti ci fecero capire, senza mezzi
termini, che volevano essere remunerati e così fummo costretti a pagarli uno
per uno: due o tre avevano preso la ruota sul tetto, un’ altro l’ aveva
spostata, altri due avevano rimosso quella forata, un tizio aveva girato il cric,
un altro svitato i bulloni, un paio di loro caricato la vecchia ruota sul tetto
e qualcuno aveva fatto assolutamente nulla. Fatto sta che alla fine ci
spillarono tutti i soldi che avevamo con noi (fortunatamente non molti) e non
opponemmo certo resistenza, visti i loro modi intimidatori e sentite le loro
parole, che non ammettevano sicuramente sconti o patteggiamenti. Eppure in
Africa tutti contrattano!
Andrea Moiraghi

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