Cap. IX Bilacha di Merti
Ma siccome da quelle parti la gente era poca, spesso saltava
i pasti e dormiva sotto una pianta con la sola compagnia di Rik, il brutto cane
nero che lo seguiva, anche lui stecchito come il suo padrone. Per lavarsi non
so come facesse e non osai chiedere, ma gli olezzi che aleggiavano intorno a
lui e al suo compagno di viaggio, mi suggerivano la risposta.
“Ma mi scusi, non ha paura a bazzicare in solitudine col suo
Rik in queste distese sconfinate, con quaranta gradi all’ ombra, senz’ acqua,
con animali non proprio mansueti e poi soprattutto con gli shifta che fanno razzie?”, gli domandai incuriosito, mentre lui e
il suo cane prosciugavano la mia borraccia senza lasciarmi più un goccio di
acqua.
Andrea Moiraghi

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