mercoledì 19 agosto 2020

Pole Pole 335

 



 Cap. X   Embul Bul   

 Anch’ io conosco bene Sister Liliana e ancor più la sua squisita ospitalità e interessamento al nostro ambulatorio, ma non conosco sicuramente Embul Bul come Dino, ed allora mi pare giusto che sia lui a parlarcene. Dunque la penna al nostro collega per la storia dell’ ultimo ambulatorio APA, con l’ aggiunta di qualche sua personale riflessione. Ho poi voluto chiudere il capitolo con la testimonianza diretta e fresca dei nostri amici e colleghi Rodolfo e Marta Piana di Milano, che ci è piaciuta sia per il trasporto che trapela dalle parole, sia per l’ esposizione un po’ singolare.

  

Embul-Bul, chiamato più semplicemente Bul-Bul dai nativi, è uno dei più antichi villaggi del Kenya. Sorge ai piedi delle colline di Ngong, dove un tempo Karen Blixen tentò di far crescere il caffè, con le sfortunate conseguenze narrate nel libro “La mia Africa”. Proprio qui ho vissuto una delle tappe più importanti della mia esistenza, qui, vicino a Karen, la cittadina che prese il nome dalla scrittrice danese. In questo paese che amo più d’ogni altro dell’Africa, mi trovo in perfetta armonia con quanto scrive Ryszard Kapuscinski, giornalista e scrittore polacco, su “Ebano”: l’Africa non esiste, ma esistono gli uomini che si incontrano in un territorio sterminato a sud del mondo.



Andrea Moiraghi

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