venerdì 17 ottobre 2014

Pole Pole 42


           Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria

            “Vialtar si matt a gnì fin chi cun cla machinina lì?” aggiunse, ed io pensando che parlasse Swahili, gli chiesi la traduzione, innescando in lui una sonora risata. Era infatti la versione lombarda dell’ italiano “Ma siete matti a venire fino qui con quella macchinina?”, e così per la quarta volta in quel giorno ci prendemmo del matto, ma questa volta con la variante brianzola.

Andrea Moiraghi

venerdì 10 ottobre 2014

Pole Pole 41


                             


           Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria



Scopriremo poi che questi mezzi erano grandi fuoristrada alti tre spanne da terra, davanti alle quali la nostra Uno sembrava una ridicola macchinina del luna park.

“Come mai arrivate così tardi? ”, ci chiese Padre Giuseppe Proserpio accogliendoci in ospedale, parlando in spiccato accento brianzolo, che denunciava la sua origine lombarda . Ma si diede lui stesso la risposta, quando vide il nostro mezzo di trasporto adatto si è no a girare in città e ora ricoperto da due dita di terra e polvere.

Andrea Moiraghi

giovedì 2 ottobre 2014

Pole Pole 40





  
    


          Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria



Gli ultimi tre–quattro chilometri per raggiungere l’ ospedale furono terribili. Era ormai notte. A turno uno di noi procedeva a piedi per visionare la strada e per alleggerire la nostra auto, che sfregava continuamente i dossi della pista. Alcuni tratti di strada dovemmo tentarli più di una volta, ma alla fine si arrivò alla meta. A pensare che quel tratto di strada veniva percorsa giorno e notte dalle ambulanze, faceva strano.

Andrea Moiraghi

giovedì 25 settembre 2014

Pole Pole 39









Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria



La sera si avvicinava ed eravamo ancora lontani da Tabaka. Avremmo dovuto pernottare da qualche parte, ma all’ ospedale ci aspettavano e non sapevamo come avvertire del nostro cambio di programma. Le poche cabine telefoniche esistenti in Kenya sono perennemente fuori uso, perché manomesse ed era quindi superfluo tentare di telefonare.

Andrea Moiraghi




venerdì 19 settembre 2014

Pole Pole 38

Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria


             L’ economia di questa regione ruota tutta intorno a questa pianta, conferendo una relativa agiatezza agli abitanti del rigoglioso e verdeggiante “Kericho District”.
            Questa zona è infatti caratterizzata da un clima piovoso, con precipitazioni frequenti ma brevi, molto favorevoli alla coltivazione del tè e ovunque volgiate lo sguardo, vedrete sconfinate distese di piantagioni , dove uomini e donne raccolgono, ancora con sistemi rigorosamente manuali, le foglie dell’ infuso più bevuto al mondo. Gli indumenti colorati di questi lavoratori, spiccavano sul verde uniforme e delicato delle piante del tè, ancora inumidite per la pregressa pioggia e ci regalavano un’ immagine particolarmente suggestiva.

Andrea Moiraghi

giovedì 11 settembre 2014

Pole Pole 37



              
                   



                             Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria


E qual posto più idoneo del famoso e lussuoso “Tea Hotel” di Kericho, dall’ atmosfera di tempi passati, molto ricordato nei romanzi e negli scritti ambientati in Kenya? Eravamo infatti entrati nel distretto di Kericho, cuore delle piantagioni di tè, dove crescono le piante del noto tè kenyota, una delle poche voci di esportazione di prodotti del paese, insieme a caffè e prodotti ortofrutticoli, che quotidianamente lasciano l’ aeroporto di Nairobi su aerei frigorifero. 

Andrea Moiraghi

venerdì 5 settembre 2014

Pole Pole 36










         Cap. IV    Dal Monte Kenya al Lago Vittoria



Lentamente macinavamo chilometri in un paesaggio monotono, attraversando villaggi ognuno replica di sé stesso, tutti con l’ immancabile mercato all’ aperto, e per lenire la stanchezza di ormai otto ore di viaggio, decidemmo di rinfrancarci con il classico tè delle cinque, come ancora amano fare le famiglie inglesi in Kenya, non certo la gente che curiamo noi, poco abituata all’ orologio.


Andrea Moiraghi