Cap. IV Dal Monte Kenya al Lago Vittoria
Purtroppo
non comprendevamo la loro lingua, perché solo qualcuno biascicava un po’ di
inglese; sembrava capissero di più il lombardo stretto di Dino. Ma quando facemmo cenno
loro di avvicinarsi, cominciarono a ridere a crepapelle, a guardarci
incuriositi , a toccare con le mani la nostra auto, come faremmo noi con un
animale docile mai visto, a infilarsi nell’ abitacolo.
Dalla nostra auto sparì di tutto, compreso un libro di filosofia, di
quelli che uno si porta in Africa con la speranza di trovare il tempo e la
voglia di leggerlo.
Andrea Moiraghi

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