Cap. IV
Dal Monte Kenya al Lago Vittoria
Circa
cinquecento malati erano adagiati ovunque, in un ospedale che ufficialmente
doveva contenerne la metà, per l’ esattezza duecentoquaranta. In alcuni
corridoi era persino difficoltoso passare senza urtare letti e barelle. Stesso
sovraffollamento presente a Nkubu, medesime immagini sconfortanti viste
altrove, come anche uguale era l’ odore pungente che avevamo avvertito in altri
ospedali. E poi, ad aggravare il tutto, lo spettro dell’ Aids, più dilagante
rispetto a Nkubu, ambiente rurale chiuso e quindi meno favorevole alla
diffusione della sindrome.
Andrea Moiraghi

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