venerdì 6 maggio 2016

Pole Pole 118







                        Cap. V    Kahawa, caffè amaro



Mai, viaggiando in Africa avevo conosciuto l’inquietudine e la paura. Sarà stata l’incoscienza dei vent’anni oppure l’ignoranza dei problemi o entrambe le cose. A Kahawa, almeno inizialmente, ho respirato la paura. L’umanità offesa e degradata di quel luogo, inurbata e povera, l’edilizia fatiscente, i bambini di strada che respirano colla, la vita fatta di espedienti, la percezione di tradizioni ormai lontane che in quel luogo non avrebbero mai più potuto rivivere, mi hanno regalato una delle più terribili sensazioni di incertezza ed estraneità che per un attimo hanno messo in seria discussione la mia presenza in quel luogo

Andrea Moiraghi

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