Cap. V
Kahawa, caffè amaro
Mai,
viaggiando in Africa avevo conosciuto l’inquietudine e la paura. Sarà stata
l’incoscienza dei vent’anni oppure l’ignoranza dei problemi o entrambe le cose.
A Kahawa, almeno inizialmente, ho respirato la paura. L’umanità offesa e
degradata di quel luogo, inurbata e povera, l’edilizia fatiscente, i bambini di
strada che respirano colla, la vita fatta di espedienti, la percezione di
tradizioni ormai lontane che in quel luogo non avrebbero mai più potuto
rivivere, mi hanno regalato una delle più terribili sensazioni di incertezza ed
estraneità che per un attimo hanno messo in seria discussione la mia presenza
in quel luogo
Andrea Moiraghi

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