Cap. V Kahawa, caffè amaro
Andrea Moiraghi
Nella
baraccopoli non esistono servizi igienici, né corrente elettrica, né acqua
corrente. Le donne percorrono quotidianamente il tratto di strada che separa
questo inferno dal purgatorio di Kahawa per rifornirsi di acqua che trasportano
in taniche di plastica e per acquistare al mercato il minimo per sopravvivere,
quando la loro borsa lo consente. Elevatissima la percentuale di ragazze madri
con più figli da sfamare, così come numerosi sono gli orfani che hanno perduto
i genitori per abbandono o per malattia. All’interno di questo squallido
perimetro vivono diecimila persone in totale promiscuità e non ho mai notato
nulla che mi facesse pensare ad un qualsiasi interessamento del governo
centrale o delle autorità al destino di questa gente.
Andrea Moiraghi

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