Cap. V Kahawa, caffè amaro
L’opera dei missionari potrebbe sembrare poca cosa, ma
nella baraccopoli la presenza della missione rappresenta l’unico spiraglio di
un futuro possibile. Ogni anno faccio visita a Soweto per selezionare i bambini
che necessitano di cure odontoiatriche.
Sempre a Kahawa vive e lavora un altro padre
missionario della Consolata, anche lui di nome Alex, ma del quale mi sfugge il
cognome.
Andrea Moiraghi

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