venerdì 25 maggio 2018

Pole Pole 221

                      Cap. VII    Isiolo e le cliniche mobili


Come potevamo risparmiare a questa gente tanta strada, se non avvicinandoci noi a loro?
Parlando con i missionari, nacque così l’ idea di affiancare il nostro lavoro a quello delle infermiere del dispensario di Isiolo, che una o due volte la settimana si recavano nei villaggi per distribuire farmaci, vaccinare i bambini, effettuare controlli sanitari sulla popolazione. Tutto ciò percorrendo in fuoristrada tragitti di decine di chilometri in mezzo alla savana, su piste polverose e sconnesse, cosi malandate da non assomigliare se non vagamente alle nostre più brutte strade di campagna, sicché i guasti alle auto sono evenienze frequenti. Questo lavoro di medicina sul territorio è da loro chiamato ”mobile clinic”, traducibile nella nostra lingua in “clinica mobile” e noi prendemmo a prestito l’ iniziativa per attuarla dapprima alla missione di Isiolo e poi al Consolata Hospital di Nkubu, ma su scala minore: a Nkubu le distanze per raggiungere l’ ospedale sono più ridotte e più agevolmente i pazienti possono accedere al nostro ambulatorio.

Andrea Moiraghi

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