Cap. VII Isiolo e le cliniche mobili
Come potevamo
risparmiare a questa gente tanta strada, se non avvicinandoci noi a loro?
Parlando con i missionari, nacque
così l’ idea di affiancare il nostro lavoro a quello delle infermiere del
dispensario di Isiolo, che una o due volte la settimana si recavano nei
villaggi per distribuire farmaci, vaccinare i bambini, effettuare controlli
sanitari sulla popolazione. Tutto ciò percorrendo in fuoristrada tragitti di
decine di chilometri in mezzo alla savana, su piste polverose e sconnesse, cosi malandate da non assomigliare se non vagamente
alle nostre più brutte strade di campagna, sicché i guasti alle auto sono
evenienze frequenti. Questo lavoro di medicina sul territorio è da loro
chiamato ”mobile clinic”, traducibile nella nostra lingua in “clinica mobile” e
noi prendemmo a prestito l’ iniziativa per attuarla dapprima alla missione di
Isiolo e poi al Consolata Hospital di Nkubu, ma su scala minore: a Nkubu le
distanze per raggiungere l’ ospedale sono più ridotte e più agevolmente i
pazienti possono accedere al nostro ambulatorio.
Andrea Moiraghi

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