venerdì 13 luglio 2018

Pole Pole 228

                      Cap. VII    Isiolo e le cliniche mobili


Sono questi aspetti di grande fascino, che lasciano un segno indelebile a noi cittadini di un mondo che sembra appartenere a un’ altra galassia. Ma tutto ciò non penso riuscirebbe a motivarci a lungo, se non ci fosse anche la riconoscenza spontanea e sentita che quasi sempre riceviamo dai pazienti delle cliniche mobili, unita all’ amicizia maturata fra noi colleghi e il personale africano che ci affianca nel lavoro.
Come possa poi questa gente di savana e boscaglia, dimenticata dal mondo, essere felice in mezzo a tanta miseria e alle tante avversità (malattie, fame, siccità, fatica, dolori fisici…), che per noi rappresenterebbero un dramma esistenziale, rimane per me un mistero a cui non so dare spiegazione, ma su cui certamente dovrei riflettere e prendere esempio.

Andrea Moiraghi

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