Cap. VIII Wamba, tra i Samburu
Raccolsi abiti,
medicine, ombrelli, calzature, sapone per il bucato, mollette fermabiancheria,
pila, spray insetticidi. Non volevo sembrare una maniaca, ma gli insetti
portatori di malaria mi spaventavano; gli altri animaletti che laggiù hanno
dimensioni doppie rispetto ai nostrani, anche. Feci il vaccino contro la febbre
gialla e la profilassi antimalarica e poi partii.
Non avevo mai viaggiato così tanto tempo
in aereo e il tragitto di dieci ore mi parve interminabile; inoltre ricordo che
mi spaventai parecchio quando, sbarcando a notte fonda a Nairobi, mi accorsi
che l’ aeroporto, non certo illuminato come Francoforte dove avevamo fatto
scalo, era presidiato da militari kenyoti con tanto di mitra spianato. Nella
semioscurità si vedevano solo i loro occhi severi e il luccichio delle armi, la
pelle scura e la tuta mimetica si confondevano con il contesto: come benvenuto
non fu granché..
Andrea Moiraghi

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