venerdì 10 gennaio 2020

Pole Pole 303


                            Cap. IX    Bilacha di Merti 




I due ragazzi ci condussero verso una capanna, dove una bimba all’ apparenza quasi adolescente, giaceva sdraiata sulla terra spoglia, accanto alla mamma. Mi chiesero se come medico potevo fare qualcosa. La piccola era incosciente, respirava a fatica, la pelle rinsecchita appariva distesa sulle ossa, tale era la sua magrezza; non si alimentava da quindici giorni e nelle ultime ore neppure più beveva. Aveva dieci anni e si chiamava Bilacha, mi dissero, che in lingua borana vuol dire farfalla. Accanto all’ ammalata e ai suoi genitori stava un uomo anziano, che buttava foglie e piccoli rametti in una tinozza piena di acqua, non troppo pulita alla scarsa luce, con una strana  eleganza e ritualità di movimenti, che mi parevano fuori luogo data la circostanza.



Andrea Moiraghi

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