I
genitori erano preoccupati perché la loro figlia non si alimentava e non
evacuava da due settimane e soprattutto per la sua rigidità addominale, che la
mamma mi faceva palpare prendendo la mia mano e portandola sull’ addome della
piccola, continuando a parlare, senza rendersi conto che io non potevo afferrare
una sola parola.
Con
le mie flebili reminiscenze di chirurgia pediatrica, imparate all’ università,
ma mai tradotte in pratica, pensai subito ad un’ occlusione intestinale acuta e
conscio dell’ urgenza e della gravità del caso, mi consultai con Malley e mi
offrii di liberare manualmente l’ intestino della piccola.
“Ma
tu sei capace?”, chiese il mio amico, con un tono che non nascondeva il suo
scetticismo. D’ altra parte mi aveva sempre visto armeggiare tra denti e pinze
odontoiatriche.
Andrea Moiraghi

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