mercoledì 14 luglio 2021

Pole Pole 381

 


Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

Oggi qualsiasi guida del Kenya e le agenzie di viaggio, loro malgrado, sono costrette a mettere in guardia il turista dal pericolo dei boy street, essenzialmente per il rischio di furti e di borseggiamenti. Non tutti sono santerelli, lo ammetto, ma raramente ho sentito o letto parole di comprensione o almeno di compassione verso queste creature. Solo all’ interno di organizzazioni umanitarie, laiche o religiose, ho potuto cogliere una reale volontà di conoscere e combattere con impegno questa piaga sociale. Mi chiedo, con intenti sinceri, se non dovremmo almeno interrogarci sulle nostre eventuali colpe per questa società di indifferenza che abbiamo creato. Invece, mi par di capire che oggi i bambini di strada africani sono diventati il triste capro espiatorio di tanti problemi sociali di larga scala, che affondano le loro radici nel più generale problema della povertà e della sperequazione economica di gran parte del mondo. Inevitabilmente il mio pensiero va a Matteo ed Elisa, i miei figli in adozione, originari dell’ Africa e mi domando se la vita nella propria terra avrebbe potuto riservar loro le angosce di un esistenza negata, in una qualche città africana divenuta a loro ostile e aliena.

Andrea Moiraghi


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