Cap. V Kahawa, caffè amaro
Dal carattere schietto e
deciso, incurante di qualsivoglia forma di diplomazia, l’ho vista districarsi
fra le difficoltà del lavoro e della vita laggiù senza manifestare mai
insofferenza o fastidio. Azzardo nel dire che ho avuto l’impressione che avesse
fatto ritorno in un luogo a lei caro dal quale mancava da molto tempo. Ne ho
apprezzato la professionalità e la capacità di comunicazione. Siamo divenuti
amici e confido potrà ripetere questa esperienza in futuro, se il suo ormai
prossimo marito lo consentirà. Senza nulla togliere alle altre mie assistenti,
confesso che Velia mi è poi mancata, negli anni successivi a Kahawa.
Andrea Moiraghi

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