I casi più complessi vengono
invitati a trasferirsi alla missione sul nostro fuoristrada, ma spesso i
pazienti declinano l’invito, perché non avrebbero poi i mezzi per rientrare
alle loro abitazioni e si tengono così il mal di denti, insieme a tutti gli
altri disagi.
Solitamente l’ attività nelle
cliniche mobili è affidata ai colleghi più anziani o almeno con più esperienza,
che possono gestire le complicazioni inerenti un’ estrazione (emorragia copiosa,
fratture dentarie e ossee, intolleranza all’ anestetico…), nei limiti delle
possibilità contingenti. Evidentemente non si tratta di fare esibizionismo di
bravura, perché un errore a quelle latitudine (a due-tre ore dal primo
ospedale, per intenderci) può avere serie conseguenze e quindi bisogna fare di
tutto per evitare questi rischi, arrivando anche al punto di non intervenire,
qualora non si possa operare in ambito di sicurezza per il paziente e il
medico.
Dr.Andrea Moiraghi

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