venerdì 10 settembre 2021

Pole Pole 389

 


                        Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

In questi “monolocali”, la promiscuità è assoluta, l’ aria è irrespirabile per i vapori di gas dei fornelli a kerosene, la pulizia è un eufemismo, i sevizi igienici non ci sono e manca la corrente elettrica.

             In una bidonville non esiste sistema fognario, ma solo latrine comuni a pozzo nero di cui fruiscono cento o duecento persone a seconda dei casi. Parlare di acqua “in casa” suona come facezia: la sua disponibilità è legata a chioschi privati, riforniti da autocisterne che la vendono a tre o quattro volte il costo dell’ acquedotto municipale, vicino ai quali donne e bambini si mettono in coda per ore, in attesa di poter riempire i loro bidoni di plastica.

               Con Rita, Sami e le due insegnanti, camminavo in viottoli polverosi larghi da uno a due metri, fiancheggiati e attraversati da fogne a cielo aperto, maleodoranti e dallo sgradevole colore nero-verdastro.



Andrea Moiraghi

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