mercoledì 22 settembre 2021

Pole Pole 391

 

 

                                      Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

C’ erano poi tantissimi bambini, quasi tutti in apparente buon umore e felici, nonostante una miseria di cui non mi davo ragione. Molti giocavano seduti sulla terra nuda e sporca, altri oziavano come i bambini sanno fare e alcuni di loro si divertivano a seguirci e prenderci per mano, assillandoci con le solite litanie:

             “Come ti chiami? Come stai?, Mi dai una caramella?” e altre domande ancora, per lo più a noi incomprensibili perché in Swahili o in slang, le uniche lingue da loro conosciute, molti non avendo mai messo piede a scuola, dove viene insegnato l’ inglese.

             Il numero di bambini cresceva a vista d’ occhio e ora si erano uniti a noi anche ragazzini più grandi, qualcuno con gli occhi allucinati dai vapori della “colla”, con il chiaro intento di chiederci soldi o forse di spillarceli di nascosto.


Andrea Moiraghi 


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