mercoledì 12 settembre 2018

Pole Pole 237



                     Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu

 

Non avevano certo torto: in quale altro paese straniero il turista si ferma a fotografare il passante? Lo facessero con noi ci darebbe terribilmente fastidio: non siamo mica animali rari. Ma il desiderio di portarsi a casa un ricordo di quegli incontri per condividerli con qualcuno che non era con noi in quei luoghi lontani, spesso non ci faceva riflettere sulle reazioni di chi era oggetto della nostra “ansia da souvenir”.

Andrea Moiraghi

venerdì 7 settembre 2018

Pole Pole 236

                      Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Ad un certo punto la "strada" fu tutto un sobbalzo: buche, pietre, dossi e tanta, tantissima polvere, ma fummo ripagati dal poter osservare zebre, antilopi, babbuini e facoceri correrci a fianco e persone in marcia, i Samburu,  una tribù di pastori nomadi, ancora fortemente legata alle tradizioni. Erano avvolti da vesti rosso sgargianti; le donne erano ornate da diversi strati di collanine multicolori e gli uomini armati di lunghi bastoni e lance affilate, e marciavano in silenzio sotto il sole. Nonostante il peso dei loro fardelli, le donne camminavano elegantemente con postura eretta e fiera. Riuscimmo a fotografare alcuni di loro, ma molti non volevano essere ripresi, perché timorosi che gli si "rubasse l'anima," come vuole la loro credenza. Altri volevano denaro in cambio di una fotografia e le tariffe erano piuttosto altine: se l'offerta non li soddisfaceva, era un secco no. Ricordo che una di loro ci ributtò indietro i soldi con sprezzo, mentre altre scappavano imprecando nella loro, per fortuna, incomprensibile lingua.


Andrea Moiraghi

giovedì 30 agosto 2018

Pole Pole 235






                     Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu



Partimmo presto dalla missione di Nkubu che ci ospitava, perché la distanza chilometrica non è un molta (circa 150 chilometri), ma neppure le vie di comunicazione lo sono, perciò è necessario prevedere un buon margine di tempo. A circa metà percorso ci fermammo per osservare l'alba: il nastro di pista rettilinea davanti a noi, pareva scontrarsi con l' unico monte che improvvisamente spuntava nella pianura (il Monte Lolokwe, detto anche “Monte degli Dei”) e poi il silenzio, il rosa, l'arancio, il giallo e l'azzurro, preludio di un nuovo giorno.

Andrea Moiraghi

mercoledì 22 agosto 2018

Pole Pole 234



                            
                               Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Anche grazie a lei e all'esempio di alcune sue consorelle che conobbi in quegli anni, maturai ancora maggiormente la convinzione che si può essere madri e padri di altri esseri umani anche se non li si è generati. L'anno successivo, per incontrare Sister Giovanna Pia dovemmo andare a trovarla nella missione alla quale era stata trasferita: Wamba, nel nord del Kenya in una zona arida e secca, dimenticata dal mondo.

Andrea Moiraghi

giovedì 16 agosto 2018

Pole Pole 233






                   Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Lei amava molto parlare ed io ascoltare, per cui ci trovammo subito d’accordo. Sembrava sapesse prevedere i nostri bisogni e faceva di tutto per soddisfare le nostre piccole esigenze quotidiane, senza che dovessimo chiedere; capii che una tale empatia poteva solo essere il frutto di un lungo allenamento sul campo con i malati e i miseri che nella sua vita aveva sempre curato ed amato.

Andrea Moiraghi 

venerdì 10 agosto 2018

Pole Pole 232

                                      Cap. VIII     Wamba, tra i Samburu


Non sono in grado di riferire i fatti di quelle due estati in ordine cronologico: sono trascorsi sei anni e abbiamo adottato due bambini di colore che hanno confuso l' ordine dei ricordi; ma mi accorgo di non aver scordato alcuni sguardi, le sensazioni, le emozioni, le persone, gli atteggiamenti che hanno dato "spessore" a quell'esperienza rimanendo impressi nel mio animo con maggiore efficacia.
            Il primo anno conobbi Suor Giovanna Pia, al Consolata Hospital di Nkubu, dove Andrea, mio marito prestava servizio e fu lei a farmi amare ed apprezzare tanto l'Africa. Era ed è una persona speciale che fa tutto con immenso amore, senza risparmiarsi mai e mi dedicò gran parte del suo scarso tempo libero, spiegandomi molte cose e raccontandomi della sua vita quasi fossimo amiche di lunga data; con delicatezza rese il nostro soggiorno piacevole e interessante.

Andrea Moiraghi

venerdì 3 agosto 2018

Pole Pole 231

                   Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu

Raccolsi abiti, medicine, ombrelli, calzature, sapone per il bucato, mollette fermabiancheria, pila, spray insetticidi. Non volevo sembrare una maniaca, ma gli insetti portatori di malaria mi spaventavano; gli altri animaletti che laggiù hanno dimensioni doppie rispetto ai nostrani, anche. Feci il vaccino contro la febbre gialla e la profilassi antimalarica e poi partii.
Non avevo mai viaggiato così tanto tempo in aereo e il tragitto di dieci ore mi parve interminabile; inoltre ricordo che mi spaventai parecchio quando, sbarcando a notte fonda a Nairobi, mi accorsi che l’ aeroporto, non certo illuminato come Francoforte dove avevamo fatto scalo, era presidiato da militari kenyoti con tanto di mitra spianato. Nella semioscurità si vedevano solo i loro occhi severi e il luccichio delle armi, la pelle scura e la tuta mimetica si confondevano con il contesto: come benvenuto non fu granché..

Andrea Moiraghi