venerdì 2 novembre 2018

Pole Pole 244

                         Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


In queste misere abitazioni vivevano adulti e bambini insieme agli animali, in una promiscuità che a tutt’ oggi mi pare impossibile La nostra amica suora ci raccontò che i Samburu sono popolazioni nomadi, discendenti dalla tribù Maasai. Hanno antenati guerrieri e un tempo erano una tribù molto forte, che si spostava alla ricerca dei pascoli, allora fiorenti, permettendo loro una sopravvivenza serena. Ora sono costretti a una vita di stenti, per le condizioni ambientali che sono inspiegabilmente mutate negli anni, in modo a loro sfavorevole, rendendoli una minoranza mal sopportata e guardata con sospetto anche dal governo di Nairobi: sono nomadi e quindi difficilmente controllabili. All’ordine del giorno sono scontri violentissimi, compiuti con lance e frecce (ma da un po’ di tempo anche con armi da fuoco procurate chissà dove), con la vicina tribù dei Turkana, considerata tribù di invasori e ladri di bestiame.

Andrea Moiraghi

mercoledì 24 ottobre 2018

Pole Pole 243







                   Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Sul pavimento di terra battuta trovavano posto poche cose, fra cui una tanica di acqua e alcune stoviglie rudimentali, in cui le donne cuocevano legumi e patate (disponibili solo quando la pioggia ha reso possibile il raccolto), e le più fortunate, carne di capra dura come il cuoio, di cui si cibavano bevendo tè e sangue di animale misto a latte, tipica bevanda dei Samburu.

Andrea Moiraghi

venerdì 19 ottobre 2018

Pole Pole 242

                       Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu

Ricordo che Sister Giovanna Pia ci accompagnò a far  visita al villaggio di Wamba: una serie di miseri negozietti e un paio di bar, in legno e terra compressa, lungo un unico grande stradone e attorno le capanne Samburu, le cosiddette “manyatte”. Erano basse costruzioni con una sola apertura all’ esterno e tetto quasi piatto, fatte di arbusti, sterco e fango ed erano circondate da rami spinosi, a difesa degli animali, piuttosto feroci da quelle parti. L’ interno, dove a malapena si stava in piedi, era buio e aveva al centro lo spazio per il fuoco, spesso causa di incendi e gravissime ustioni per gli occupanti, un rudimentale tavolo di legno e due o tre giacigli con sopra la paglia.
Andrea Moiraghi 

mercoledì 10 ottobre 2018

Pole Pole 241





               Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Creature sfortunate che avevano trovato in quelle Suore i loro angeli custodi, potendo così trascorrere i loro giorni nella dignità di lenzuola pulite, pasti caldi, farmaci appropriati e carezze amorevoli. Molti di loro erano resi inconsapevoli dalla malattia, incapaci di parlare e di muoversi in maniera efficace, ma credo che nessuno di loro fosse insensibile all’amore che veniva loro trasmesso e nel quale erano immersi: un nuovo grembo li accoglieva e rendeva loro accettabile l’esistere.

Andrea Moiraghi

venerdì 5 ottobre 2018

Pole Pole 240


                         Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Volti tristi e severi di chi andava dalle suore non solo per le medicine, ma anche per avere cibo per sé e i propri figli. Nel nord del Kenya il clima è molto caldo, la terra è arida, perché le precipitazioni sono scarsissime e la popolazione spesso è stremata dalla fame e dalla sete. Sono sguardi che non ho dimenticato, pur avendoli osservati brevemente, con il pudore che la sofferenza di una madre e di un bambino richiedono.Ho stretto molte mani (per tanti di loro stringere la mano a un bianco, il “muzungu”, come lo chiamano, è un nore), ho fatto molti sorrisi e mi sono commossa fino alle lacrime quando abbiamo visitato una dependance  dell’ospedale, dove una piccola comunità di Suore indiane dedica la vita a un gruppo di bambini e ragazzi gravemente handicappati, che diversamente sarebbero abbandonati a loro stessi ed avrebbero una ben più infelice sorte. 

Andrea Moiraghi

giovedì 27 settembre 2018

Pole Pole 239









                       Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


Giunti finalmente a Wamba, incontrammo subito Sister Giovanna Pia che ci dedicò tempo e attenzione: ci fece visitare il bellissimo ospedale della Consolata, del cui dispensario lei si occupava. Le sale erano affollate da persone in composta e silenziosa attesa, dagli immancabili bambini allacciati alle loro madri, intenti a succhiare seni avvizziti e aridi, nella speranza di potersi sfamare. 

Andrea Moiraghi

venerdì 21 settembre 2018

Pole Pole 238

                      Cap. VIII    Wamba, tra i Samburu


  
Il viaggio procedette bene, perché Elias era un buon autista e un ottimo meccanico. Dopo uno dei tanti sobbalzi che il fuoristrada sopportava da parecchio tempo, il tergicristalli improvvisamente si mise in azione e non ci fu più verso di fermarlo con i mezzi consueti. Elias che cosa fece? Decise di rimuovere il fusibile indispensabile al suo funzionamento. Che cosa c'era di più ovvio da fare? Nulla! Noi non ci saremmo mai azzardati, ma noi non siamo Elias.

Andrea Moiraghi