venerdì 9 aprile 2021

Pole pole 367

 


                      Cap. XI    La mia casa è lo “slum” 

Ma quando, per la prima volta, ho visto un bambino di pochi anni mettersi in bocca cartone marcio e puzzolente per calmare i morsi della fame, tutto viene stravolto e parlare di dignità non ha più nessun senso: questo bambino voleva soltanto vivere. E’ così che mi sono reso conto, ma non so quanto sono poi riuscito a metter in pratica, che non posso egoisticamente rivendicare diritti e privilegi, quando il caso ha voluto la mia nascita nella ricca e civile Italia e non in Kenya, in Etiopia o in Tanzania. E davanti a troppo frequenti scene come questa, che mi sono chiesto fino a quando potrò dormire sonni tranquilli, con la testa sul cuscino del nostro benessere e delle nostre comodità, mentre un’ enorme fetta del mondo annaspa nell’ ignoranza e nella fame, esclusa dai processi di produzione economica e dal sistema speculativo dei soldi che producono soldi.


Andrea Moiraghi

venerdì 2 aprile 2021

Pole Pole 366






 

                   Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

Io stesso in passato avevo letto parecchio sul Kenya, ma, prima di questa visita, confesso che di bambini di strada e di baraccopoli possedevo solo quel minimo di conoscenze che mi erano avaramente giunte dai giornali o dalla televisione e dal famoso best seller “La città della gioia” di Dominique Lapierre. Avevo invece più volte assistito a immagini di immiserimento estremo, per esempio nelle piane della Tanzania o nel nord-est del Kenya, tuttavia mi ero trovato davanti a una povertà riservata e accettata con sorprendente dignità.

Dr. Moiraghi 

venerdì 26 marzo 2021

Pole Pole 366

 


                              Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

Il lettore che già fosse a conoscenza di queste emergenze sociali o fosse stanco di resoconti negativi, può saltare questo capitolo, che sta soltanto a completare precedenti pagine già intrise di ”drammaticità africana”, seppur prive di descrizione su queste nuove realtà. Solo gli amici Massimo e Dino ne fanno qualche accenno.

            Entrambi i fenomeni sono ben conosciuti agli “addetti ai lavori”: sacerdoti, volontari, missionari, operatori di organizzazioni umanitarie e presumo che il lettore ne abbia sentito parlare, seppure a livello di mass media si tenda a ignorarli, per non dire a nasconderli.


Andrea Moiraghi 

mercoledì 17 marzo 2021

Pole Pole 365




                               Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

A noi si era subito aggregato Sami, un ragazzino strappato alla vita randagia e violenta della strada dal mio amico missionario. Dieci anni di età, sguardo sornione e scaltro, quarto di cinque figli; padre scomparso, madre deceduta per Aids. Non voglio tediare chi legge con un ulteriore racconto dal sapore inevitabilmente amaro, ma neppure posso tradire lo spirito del libro e le persone a cui è dedicato, omettendo di parlare di due drammatiche realtà che prendono crescente spazio in seno all’ attuale società africana ed in particolare in Kenya: i bambini di strada e le baraccopoli o, per usare i corrispettivi termini locali inglesi, i boy strret e gli slum. 

Andrea Moiraghi

venerdì 12 marzo 2021

Pole Pole 364

 


Cap. XI    La mia casa è lo “slum”

            Grazie all’ amico Tommaso Barbero, missionario della Consolata più comunemente conosciuto come Padre Masino, col quale quattro anni or sono si è aperto lo studio dentistico di Kahawa, ho avuto occasione di visitare una baraccopoli (uno slum, come viene chiamata in lingua inglese) alla periferia di Nairobi. Era con me Rita Pignocco, assistente dentale di Ivrea, anche lei volontaria, che quell’ anno lavorava al mio fianco in Kenya. Ci accompagnavano due maestre del luogo, alle quali l’amico Masino (così chiaman tutti Padre Tommaso) ci aveva affidato, non ritenendo assolutamente prudente che girovagassimo da soli in quel dedalo di viottoli potenzialmente pericolosi. Entrambe erano insegnanti presso la scuola della baraccopoli, le cosiddette informal school, strutture scolastiche volute e costruite dai missionari in favore dei bambini che qui vi abitano. Le scuole governative sono costose e nessuno di quei bambini, per ovvie ragioni economiche, potrebbe accedervi.

Andrea Moiraghi

venerdì 5 marzo 2021

Pole Pole 363


                                      Cap. X   Embul Bul

L’ ambiente, l’ accoglienza della gente, di Padre Kevin e di Suor Liliana, sono fantastici; tutto funziona alla perfezione, nonostante i ritmi siano piuttosto sostenuti. Certamente a casa nostra, a Milano, avremmo avuto da lamentarci per la stanchezza e lo stress, ma ora un sorriso di gratitudine era la ricompensa più bella e alleviava ogni fatica. Forse proprio questa è stata la causa di un incidente che mi è capitato. 

Andrea Moiraghi


venerdì 26 febbraio 2021

Pole Pole 362

 


                              Cap. X   Embul Bul

Le giornate trascorrono all’ insegna del lavoro via via sempre più incalzante, la fatica viene ricompensata dalla gioia dei nostri pazienti.

Galvanizzati dall’ esperienza di Isiolo, l’ anno dopo decidiamo di ripartire, con destinazione Embul Bul. Stesso periodo, ugual entusiasmo e questa volta, a condividere la nostra avventura, contagiamo anche Bruno e Claudia: amico e collega il primo, assistente dentale la seconda (sua cognata).

Incominciamo i preparativi: reperimento fondi, contatti con Suor Liliana che gestisce il dispensario, raccolta materiale e intanto veniamo a sapere che si è irrimediabilmente guastata l’ apparecchiatura per l’ aspirazione chirurgica. Andrea ne recupera una nuova e a buon prezzo dalla ditta costruttrice, la Cattani di Bologna. Ma come farla arrivare per tempo fino a Embul Bul? Spedita via container ci vogliono mesi; così ci viene in mente di rivolgerci a un amico spedizioniere. Andrea è perplesso, intercorrono fra noi varie telefonate. Con molta decisione, ma in fondo anche noi un po’ dubbiosi, cerchiamo di rassicurarlo. Ci affidiamo allo spedizioniere e nel giro di una settimana, l’ apparecchio viene recapitato direttamente alla missione di Embul Bul e …gradita sorpresa, anche gratuitamente!

La provvidenza c’è!

Andrea Moiraghi