
Cap. XI La mia casa è lo “slum”
Occhi furtivi di adulti, quasi solo donne, ci scrutavano al nostro passaggio e nonostante la compagnia delle nostre accompagnatrici, avevo la sensazione di una tranquillità ingannevole
“Di cosa
vivono queste persone?” mi venne spontaneo chiedere alle due maestre.
“Di lavori più
disparati: piccoli commerci più o meno leciti, vendita di generi alimentari,
carpenteria. Certuni si ingegnano in lavoretti manuali (sartoria, calzoleria,
falegnameria, minuteria meccanica…), altri recuperano materiale dalla
discarica, che poi cercano di vendere; qualcuno si arrabatta producendo e
vendendo distillati alcolici dagli ingredienti incerti e pericolosi (le
cosiddette grappe e birre dei poveri).
Andrea Moiraghi
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